Douglas Adams
“Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.”
Douglas Adams (1952-2001) è lo straordinario autore dello straordinario libro “Guida galattica per autostoppisti”, uscito nel 1979 in concomitanza con una fortunata serie televisiva omonima trasmessa dalla BBC, nel quale si narrano le straordinarie avventure di Ford Prefect ed Arthur Dent, due straordinari personaggi alle prese con viaggi in un universo a dir poco… straordinari.

Perchè tanta insistenza sulla straordinarietà del libro? Perchè “Guida galattica per autostoppisti” è un testo che ha rivoluzionato il modo di intendere la fantascienza: ai più sprovveduti verrebbe di sicuro in mente durante la lettura di considerare scontate le cose che Adams narra, ma fortunatamente gli sprovveduti non leggono libri come questo o non sono più sprovveduti dopo avere letto 2 pagine, perciò la “Guida” conserva intatto il suo fascino a distanza di trent’anni… ed è il fascino innanzitutto del “classico”, visto che dopo la sua pubblicazione, la science-fiction non ha potuto non misurarsi con il mondo creato da Adams e con le sue straordinarie trovate, finendo con il citarle, riciclarle, rileggerle… In sostanza Adams ha inventato il moderno modo di intendere la fantascienza di consumo, creando un immaginario del genere che coincide con quello che tutto sommato noi tutti abbiamo, anche senza aver letto il libro in questione (poveri sprovveduti…speriamo ancora per poco): Adams ha reso normale lo straordinario, ha reso quotidiana la fantascienza, ma questo è solo il primo merito. Già, perchè il fascino del libro risiede principalmente nella eccezionale inventiva dell’autore, che spiazza il lettore con colpi di scena geniali, sviluppi mirabolanti, esagerati, assurdi, eccessivi, reinventando la fantascienza come un continuo gioco di creatività; nel farlo tuttavia prende le distanze dai canoni del genere, preferendo ai mondi immaginari astratti ed autosufficienti un universo concreto, esplorabile come se il lettore avesse veramente in mano la guida del titolo: egli riesce nell’intento di esportare il quotidiano nella fantascienza, di rendere straordinario ciò che è normale. E lo fa con uno stile assolutamente travolgente, esuberante, che conquista dalla prima pagina e trasporta il lettore altrove, chissà dove, chissà come, per poi lasciarlo disorientato all’ultima pagina a doversi arrendere da un lato alla bellezza del libro e alla voglia di leggere ancora, dall’altro all’impossibilità di prendere sul serio una sola virgola di ciò che l’autore dice, per non perdere il resto della settimana arrovellandosi sul cruccio “e se fosse vero…?”
La banalità è assolutamente sconosciuta a Adams, che sembra accompagnato dall’originalità più che ricercatore artificioso di essa, al punto che il libro appare di una naturalezza sconcertante, una volta che ci si sia convinti che non occorre sapere dove si sta andando per gustarsi il viaggio… un unico consiglio, pertanto, prima di cominciare la lettura: fate un respiro profondo e dite alla parte razionale di voi stessi “ci vediamo all’ultima pagina“… tanto quando ci arriverete, come si diceva, vorrete leggere il seguito! Infatti il nostro autore ha concepito i suoi libri come un serial (beh, era il suo mestiere) perciò le avventure di Ford e Arthur proseguono con “Ristorante al termine dell’Universo”, “La vita, l’universo e tutto quanto”, “Addio e grazie per tutto il pesce” e “Praticamente innocuo”; ho potuto sinora solo leggere il secondo capitolo, ma vi assicuro che mi sto sforzando per resistere alla tentazione di accamparmi in giardino e leggermi gli altri tre tutti d’un fiato. Conoscendomi finirò col farlo, perciò se mi cercate e non mi trovate portate pazienza… “ci vediamo all’ultima pagina!”
Bye
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Ps:La Guida Galattica è infallibile. È la realtà, spesso, ad essere inesatta. (DNA)
Tags: autostoppisti, fantascienza
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